Impianti convenzionali

Cosa sono gli impianti convenzionali e sono adatti a me?

Gli impianti dentali convenzionali sono soluzioni tradizionali di sostituzione dei denti che si basano sull’osso cancelloso morbido per sostenere l’impianto. Questi impianti più corti sono il tipo più comunemente usato in tutto il mondo e sono una soluzione efficace per i pazienti con una densità ossea sana. Tuttavia, in caso di grave perdita ossea, parodontite o bruxismo (digrignamento dei denti), gli impianti convenzionali spesso richiedono procedure aggiuntive, come l’innesto osseo e il rialzo del seno mascellare, che aggiungono mesi alla durata del trattamento e aumentano significativamente i costi.

patient smiling after basal implant procedure

Cosa sono gli impianti convenzionali?

Come gli impianti convenzionali sostituiscono i denti mancanti?

Gli impianti convenzionali sono viti in titanio in tre parti che vengono inserite chirurgicamente nell’osso mascellare. Il sistema consiste in una vite inserita nell’osso, un moncone e una corona che assomiglia a un dente naturale. Questi componenti vengono inseriti separatamente per un periodo che va dai 4 agli 8 mesi, mentre l’osso guarisce tra un intervento e l’altro. Gli impianti convenzionali si basano sull’osteointegrazione, il processo biologico attraverso il quale l’osso cancelloso si fonde con la vite in titanio, per garantire la stabilità.

Il limite principale degli impianti convenzionali è la loro breve lunghezza e il loro posizionamento nel morbido osso cancelloso che contiene le radici dei denti naturali. Questo osso si riassorbe dopo la perdita ossea, rendendo gli impianti convenzionali inadatti a molti pazienti senza una procedura di aumento dell’osso. La maggior parte degli implantologi convenzionali utilizza i sistemi All-on 4 o All-on-6 per un restauro completo, posizionando da 4 a 6 impianti per mascella, principalmente nelle aree frontali.

Condizioni dentali curate

Quando sono consigliati gli impianti convenzionali?

Gli impianti convenzionali sono più adatti ai pazienti che devono sostituire un singolo dente o che hanno una buona densità ossea in tutta la mascella. Se avete recentemente perso uno o più denti e avete ancora un volume osseo sufficiente, gli impianti convenzionali sono una soluzione affidabile. Sono adatti anche ai pazienti disposti a sottoporsi a procedure di Innesto osseo per ricostruire l’osso mancante prima dell’inserimento dell’impianto.

Tuttavia, gli impianti convenzionali presentano notevoli difficoltà in caso di grave perdita ossea, parodontite avanzata, bruxismo e nei pazienti fumatori o diabetici. L’osso cancelloso morbido su cui poggiano gli impianti convenzionali è compromesso in queste condizioni, con conseguenti tassi di fallimento più elevati. Per i pazienti che devono affrontare queste difficoltà, gli impianti dentali basali offrono un’alternativa superiore, ancorandosi all’osso corticale più profondo.

La procedura degli impianti convenzionali

Cosa comporta il processo di cura?

La cura degli impianti convenzionali richiede generalmente diverse visite nell’arco di 8-12 mesi. In primo luogo, in caso di perdita ossea, l’implantologo esegue un innesto osseo, la cui guarigione richiede dai 4 ai 6 mesi. Successivamente, la vite dell’impianto viene inserita durante una visita chirurgica, mantenendo da 3 a 6 mesi di guarigione, per consentire l’osteointegrazione. Infine, i monconi e la corona vengono fissati durante una terza procedura.

In caso di perdita ossea nella mascella superiore, può essere necessario un intervento di rialzo del seno mascellare, che richiede altri 6-8 mesi e aumenta il rischio di complicazioni. Il sistema All-on 4 accorcia leggermente questi tempi orientando gli impianti in modo da evitare l’innesto osseo, ma fornisce solo 4-6 impianti per mascella, con un supporto limitato per i denti posteriori. Questo approccio in più fasi comporta la necessità di dentiere o ponti temporanei durante i mesi di attesa tra un intervento e l’altro.

Rischi e complicazioni
Quali problemi possono verificarsi con gli impianti convenzionali?

Il rischio maggiore con gli impianti convenzionali è la necessità di un innesto osseo, che fallisce nel 20-30% dei casi, in particolare nei pazienti con una perdita ossea significativa. L’infezione può verificarsi in qualsiasi fase dell’intervento, compromettendo l’intero trattamento. La perimplantite – infiammazione intorno all’impianto – si verifica più frequentemente con gli impianti convenzionali che con quelli basali, perché le superfici ruvide dell’impianto creano aree in cui si accumulano i batteri.

I danni ai nervi durante l’inserimento dell’impianto possono causare intorpidimento o dolore cronico alle labbra, alla lingua o al mento. Le complicazioni del rialzo del seno mascellare causano sinusite cronica nel 5-10% dei pazienti. Gli impianti convenzionali inseriti nell’osso morbido hanno un tasso di fallimento più elevato nei fumatori, nei diabetici e nei pazienti con parodontite, poiché queste condizioni compromettono la guarigione dell’osso necessaria per l’osteointegrazione. Lo stress meccanico su soli 4-6 impianti nei sistemi All-on 4 aumenta il rischio di fallimento a lungo termine.

Considerazioni sui costi

Quanto costano gli impianti convenzionali?

Il costo degli impianti convenzionali varia notevolmente a seconda che sia necessario o meno un aumento dell’osso. Per un singolo impianto, senza complicazioni, si può prevedere un costo compreso tra 2.000 e 4.000 euro in Europa. Tuttavia, quando una perdita ossea significativa richiede innesti e interventi di rialzo del seno mascellare, il costo totale di un restauro completo può raggiungere i 40.000-60.000 euro per entrambe le arcate. Questi costi includono interventi multipli, periodi di guarigione, protesi provvisorie e un impegno di 8-12 mesi.

L’innesto osseo da solo costa tra i 4.000 e gli 8.000 euro per mascella e il rialzo del seno mascellare tra i 2.000 e i 4.000 euro per ogni mascella. Con gli impianti convenzionali non si pagano solo gli impianti stessi, ma anche tutte le procedure aggiuntive necessarie per creare un volume osseo sufficiente. Gli impianti basali, invece, eliminano completamente questi costi di innesto grazie all’utilizzo di osso corticale stabile, consentendo spesso di risparmiare tra i 10.000 e i 25.000 euro sul costo totale del trattamento.

Impianti convenzionali e basali

Qual è la differenza tra impianti convenzionali e basali?

Gli impianti convenzionali sono più corti e inseriti nell’osso cancelloso morbido, mentre gli impianti basali sono più lunghi e inseriti nell’osso corticale duro. Questa differenza fondamentale fa sì che gli impianti convenzionali richiedano un innesto osseo in caso di perdita ossea, cosa che non accade con gli impianti basali. La durata del trattamento è molto diversa: gli impianti convenzionali richiedono da 8 a 12 mesi e diversi interventi chirurgici, mentre gli impianti basali possono raggiungere risultati completi in soli 3 o 5 giorni, in un’unica sessione chirurgica.

Gli impianti convenzionali utilizzano da 4 a 6 impianti per mascella nei sistemi All-on 4, offrendo un supporto limitato ai denti posteriori. Gli implantologi basali inseriscono da 8 a 12 impianti per mascella, compresi gli impianti perygoidi dietro i seni paranasali per ricreare la piena funzione dei molari. Le percentuali di successo degli impianti convenzionali diminuiscono notevolmente quando è necessario un innesto osseo o nei pazienti affetti da diabete, fumo o parodontite, condizioni in cui gli impianti basali eccellono grazie al loro posizionamento nell’osso corticale e al protocollo di carico immediato.

Nei casi di grave perdita ossea nel mascellare, la mascella superiore, gli implantologi convenzionali spesso raccomandano impianti zigomatici. Questo aumenta il rischio di complicazioni. Gli implantologi basali, invece, evitano queste complicazioni posizionando gli impianti pterigoidei dietro i seni paranasali.

Il confronto dei costi favorisce fortemente gli impianti basali se si considera l’eliminazione delle procedure di innesto, il tempo di trattamento più breve e il fatto che c’è una sola visita chirurgica. Sebbene entrambi i tipi di impianti utilizzino titanio di grado medico e possano durare molti anni con una cura adeguata, gli impianti basali offrono una stabilità superiore nei casi difficili, evitando la guarigione dei tessuti molli che gli impianti convenzionali richiedono.