Tipo osseo D3 nell’implantologia dentale

Tipo di osso D3

L’osso D3 è sottile strato corticale con sottile osso trabecolare.

L’osso D3 può sostenere gli impianti, ma è più sensibile alla tecnica. Ha un supporto corticale inferiore rispetto all’osso D1 o D2, quindi il chirurgo deve creare una stabilità primaria senza allargare troppo l’osteotomia o danneggiare la sottile rete trabecolare.

Nella pianificazione clinica degli impianti, l’osso D3 non deve essere considerato una semplice etichetta. È una guida a come l’osso può rispondere alla perforazione, alla compressione, alla coppia di inserimento e al carico. La diagnosi finale deve sempre basarsi sulla valutazione CBCT, sull’esame clinico e sul feedback tattile durante la preparazione.

Posizione dell’osso e anatomia rilevante

L’osso D3 è spesso associato alla mascella anteriore, in particolare alla premaxilla e al processo alveolare mascellare anteriore. In alcuni pazienti può trovarsi anche nella mandibola posteriore.

I riferimenti anatomici importanti per l’osso D3 sono i seguenti:

  • mascellare anteriore
  • premaxilla
  • processo alveolare mascellare
  • corteccia del pavimento nasale
  • lamina corticale palatale
  • mandibola posteriore
  • osso trabecolare fine

Queste strutture sono importanti per il trattamento implantare perché influenzano la stabilità primaria, la resistenza alla perforazione, la generazione di calore, la distribuzione protesica e la possibilità di un ancoraggio corticale strategico.

Importanza clinica per il trattamento con impianti dentali

L’osso D3 può supportare gli impianti, ma è più sensibile alla tecnica. Ha un supporto corticale inferiore rispetto all’osso D1 o D2, quindi il chirurgo deve creare una stabilità primaria senza allargare troppo l’osteotomia o danneggiare la fine rete trabecolare.

Protocollo di perforazione

Può essere utile una subforatura controllata, a seconda del sistema implantare. La preparazione deve preservare l’osso trabecolare e permettere al design dell’impianto di impegnarlo o comprimerlo delicatamente.

Coppia di inserimento

Una coppia di inserimento moderata è spesso sufficiente. L’implantologo deve evitare di cercare coppie elevate che potrebbero danneggiare l’osso.

Tempo di guarigione e protocollo di carico

Il carico ritardato è spesso preferito per i protocolli convenzionali. Il carico immediato può essere possibile in alcuni casi di Full Dental o splinting se la stabilità è distribuita su più impianti.

Design dell’impianto

Filetti più profondi, corpi affusolati, design compressivi e design ibridi compressione-corticale possono migliorare la stabilità nell’osso D3.

Tipi di impianti adatti all’osso D3

Il tipo di impianto deve essere scelto in base all’osso disponibile in ciascuna area, non solo al nome del tipo di osso. Nell’implantologia avanzata, lo stesso osso mascellare può contenere diverse condizioni ossee, quindi un caso Full Dental può richiedere diversi design di impianti.

Ihde Dental KOS ROOT

La radice KOS è rilevante quando è presente osso cancelloso che può essere compresso. Nel mascellare anteriore, può anche ottenere una fissazione aggiuntiva se la punta raggiunge la corteccia del pavimento nasale.

Ihde Dental TPG Uno

Il TPG Uno è utile in situazioni miste cancellose e corticali in cui il corpo comprime l’osso cancelloso mentre l’area apicale impegna l’osso corticale.

BasalFix Compressive

BasalFix Compressive può essere utilizzato quando l’osso cancelloso è ancora abbastanza sano da generare una stabilità primaria basata sull’attrito.

BasalFix Compressive-Fix

Compressive-Fix è particolarmente importante nelle aree di transizione, come il mascellare anteriore e medio, dove è presente l’osso cancelloso e si può raggiungere la corteccia del pavimento nasale.

Monoimplant Rough

Il Monoimplant Rough è descritto come adatto per l’osso D3 e D4 più morbido, con una superficie progettata per favorire l’osteointegrazione.

Monoimplant MOT

Il Monoimplant MOT è adatto a determinate situazioni mascellari e sinusali, in quanto combina una superficie superiore ruvida con una punta apicale lucida.

Caso clinico: il Dott. Genchev e una grave atrofia ossea

Nel mascellare anteriore di Marie, il dott. Genchev ha utilizzato impianti KOS ROOT con una leggera inclinazione palatale. Gli impianti hanno compresso l’osso cancelloso disponibile e hanno fissato le loro punte nell’osso corticale del pavimento nasale. Si tratta di un aspetto molto importante per l’osso D3, poiché il mascellare anteriore presenta spesso uno strato corticale più sottile e un osso trabecolare più sottile, che richiede una compressione accurata e un target di ancoraggio corticale affidabile.

Nel caso più grande, il Dott. Genchev ha trattato un paziente totalmente edentulo con una grave atrofia ossea bilaterale. Ha scelto diversi tipi di impianti a seconda dell’osso disponibile in ciascuna area: BCS per un ancoraggio corticale duro, TPG Uno dove erano disponibili sia l’osso cancelloso che quello corticale e KOS ROOT dove la compressione cancellosa poteva fornire la stabilità primaria. Il caso è stato restaurato con ponti fissi in metallo-ceramica in cinque giorni.

Riassunto pratico

  • L’osso D3 deve essere valutato utilizzando la CBCT e il giudizio clinico.
  • Il protocollo di fresatura deve essere adattato alla densità e alla vascolarizzazione dell’osso.
  • Il design dell’impianto deve rispettare la biologia dell’osso e non solo il valore di torque desiderato.
  • Il carico immediato dipende dalla stabilità primaria, dalla distribuzione dell’impianto, dallo splint protesico e dal controllo occlusale.
  • Nei mascellari atrofizzati, un ancoraggio anatomico strategico può essere più importante della sola densità della cresta alveolare locale.

Domande frequenti sul tipo di osso D3

Dove si trova di solito l’osso D3?

L’osso D3 si trova spesso nella parte anteriore del mascellare e può essere trovato anche nella parte posteriore della mandibola.

L’osso D3 può sopportare un carico immediato?

In alcuni casi sì, soprattutto se gli impianti sono ben distribuiti e fissati con uno splint rigido. In molti casi convenzionali, il carico differito è più sicuro.

Quale struttura anatomica è importante nell’osso D3 del mascellare anteriore?

La corteccia del pavimento nasale può essere un importante target di ancoraggio corticale secondario quando la lunghezza e l’angolazione dell’impianto lo consento

Casi clinici relativi agli impianti dentali basali